Visual Hammer: cos’è e come usarlo per farti riconoscere (+40 esempi)
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Visual Hammer: cos’è e come usarlo per farti riconoscere (+40 esempi)

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Visual Hammer: cos’è e come usarlo per farti riconoscere (+40 esempi)

La signora del dado Knorr, la bottiglietta della Coca Cola e il colore giallo dei post-it sono immagini così forti e potenti che, anche se le usiamo senza il logo, ci fanno subito pensare alle relative marche. Sono, appunto, dei Visual Hammer.
In questo articolo ti spiegherò cos’è un Visual Hammer e come puoi crearne uno di tuo per rendere subito riconoscibile il tuo prodotto, la tua azienda o te stesso.

COS’È UN VISUAL HAMMER?

Un Visual Hammer è un elemento visivo, come una forma, un oggetto o una persona, che associamo ad una marca in modo automatico.
Questo concetto è stato sviluppato dall’esperta di Marketing Laura Ries nel suo libro: “Nail your brand into the mind with the emotional power of a visual“, che ho usato anche io come base per questo articolo, aggiungendo alcune considerazioni mie ed alcuni esempi più facili da comprendere per noi italiani.

COSA NON È UN VISUAL HAMMER

Non confondere il Visual Hammer con il logo. A volte le due cose si sovrappongono, ma, se vuoi comprendere meglio il concetto di Visual Hammer, devi pensarlo come a qualsiasi elemento visivo che ti faccia pensare a un prodotto o a una marca. L’esempio della bottiglietta della Coca Cola, che ho fatto all’inizio, è il più chiaro: togli l’etichetta, togli anche il prodotto, ma la sua forma ti farà comunque pensare alla Coca Cola.
Fra poco vedrai che ci sono tantissimi casi in cui il Visual Hammer non è il logo, ma qualcos’altro di ugualmente riconoscibile.

COME CREARE UN VISUAL HAMMER?

Se vuoi creare un Visual Hammer, sappi che non è semplice come sembra. In questo articolo ne elenco 10 tipi diversi che possono aiutarti a trovare l’ispirazione giusta, ma ricorda che per fare davvero un buon lavoro:
1) devi prima fare un’analisi attenta dell’ identità dell’azienda o del prodotto/servizio che vuoi promuovere, per poi scegliere un elemento visuale con lo rappresenti in modo coerente;
2) devi accompagnarlo con un payoff o uno slogan verbale che sia, anche questo, coerente con il resto della comunicazione visuale in modo da rafforzarla;
3) devi sceglierlo originale e facile da distinguere;
4) devi diffonderlo e ripeterlo con costanza per diverso tempo (ne vedremo alcuni che sono usati uguali da decenni), in modo che il pubblico non solo lo conosca (e lo ri-conosca), ma anche che lo memorizzi e lo colleghi in modo indelebile con l’azienda e il prodotto a cui è collegato.

VISUAL HAMMER 1: LE FORME

Le forme più semplici, come i cerchi, i quadrati, le linee, le lettere dell’alfabeto ecc. Sono dei Visual Hammer perfetti, perché hanno due vantaggi:
• dato che sono semplici, le riconosciamo e le notiamo subito;
• sono forme che abbiamo già dentro la nostra testa e non abbiamo bisogno di decodificarle.
Hanno però anche uno svantaggio piuttosto grande: sono state già usate tutte e quindi diventa davvero complicato usarle per distinguersi ed essere originali.

– La Croce Rossa

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Il simbolo della Croce Rossa è un caso tipico di uso della forma come Visual Hammer. E non solo per la forma, ma anche perché l’immagine visuale è rafforzata dal colore rosso e dal nome, che ribadiscono esattamente lo stesso concetto.

– Il logo di Audi

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I cerchi, quattro, per la precisione, sono il Visual Hammer di Audi. In questo caso è la scelta di averne 4 intrecciati fra loro che rende il lodo di Audi originale e riconoscibile rispetto, ad esempio, al cerchio della BMW.

– Le olimpiadi e l’ironia di Durex

Una delle prove che il nostro Visual Hammer è forte e riconoscibile è il fatto che altre grandi marche lo utilizzino, riadattandolo, per creare immagini divertenti. È il caso dei cinque famosi anelli del logo delle olimpiadi che nel giugno 2019 sono stati riprodotti da Durex utilizzando i loro preservativi colorati.

VISUAL HAMMER 2: IL COLORE

La facilità con cui ricordiamo il colore abbinato a certi brand – il rosso Ferrari, il blu e giallo di Ikea, ecc. – la dice lunga sulla forza di questo elemento come Visual Hammer. Questo però non significa che scegliere un colore per il proprio brand sia facile, dato che:
1) la scelta di colori subito riconoscibili è limitata, quindi è quasi impossibile averne uno di davvero originale per il proprio brand
2) ad ogni colore sono associate emozioni, caratteri e valori, quindi, non puoi scegliere a caso il colore del tuo brand, ma dovrai farlo in base al carattere che vuoi comunicare.

– Il blu Tiffany

visual hammer colore Tiffany

Se sei bravo e fortunato, puoi arrivare per primo e dare il tuo nome ad un colore: è il caso di Tiffany, che ha il copyright sul suo Blue Tiffany, la cui tonalità è perfettamente definita nel Pantone 1837. Questo colore è sicuramente il più emblamatico di cosa sia un Visual Hammer: infatti chi vede il blu Tiffany non può che abbinarlo alla celebre marca.

–  Le scarpe Louboutin

A quale marca pensi se vedi delle scarpe da donna con la suola rossa? Anche tu pensi alle famose Louboutin? Allora stai dando ragione ai vari tribunali che, proprio basandosi sulla percezione dei consumatori, hanno permesso a Louboutin di proteggere le sue suole rosse come “carattere distintivo” del brand, confermando che non è un semplice ornamento.

– Intimina e Pantone

Intimina è un’azienda che vende prodotti per la salute intima delle donne, dalle coppette mestruali ai sex toys.  Nel settembre 2020 si è accordata con Pantone, la celebre azienda che si occupa di colori, per definire una tonalità di rosso dedicata alle mestruazioni. Perché questa scelta è importante? Lo dice la stessa Pantone: “To urge everyone regardless of gender to feel comfortable to talk spontaneously and openly about this pure and natural bodily function (Per esortare tutti, indipendentemente dal sesso, a sentirsi a proprio agio a parlare spontaneamente e apertamente di questa funzione corporea pura e naturale).”
Il risultato è la tonalità di rosso chiamata “Period (Mestruazioni)”.

VISUAL HAMMER 3: IL PRODOTTO

Le forme e i colori di base sono limitati, ma c’è una cosa che può avere mille varianti originali: il prodotto. Se riesci a dare al tuo prodotto una forma unica e memorabile avrai un Visual Hammer potente che nessun concorrente potrà toglierti.

Ricordati che, quando parliamo di comunicazione, parliamo soprattutto di percezione. Chi si occupa di neuromarketing sa bene che il nostro cervello è tutt’altro che razionale e lo dimostra anche in questo caso, dato che è bravissimo a cogliere le esagerazioni nelle parole, ma si lascia facilmente ingannare dalle immagini.
Questo significa che se dici a parole che il tuo prodotto è unico, pochi ci crederanno davvero, ma se lo mostri, facendo vedere che la sua forma è davvero unica, ecco allora che tutti lo percepiranno subito come unico e, con molta probabilità, trasferiranno quell’unicità anche alle caratteristiche tecniche.

– La Vespa Piaggio

visual hammer prodotto 1 vespa

Chi può confondersi vedendo una Vespa Piaggio? Una forma inconfondibile, un prodotto che riconosci alla prima occhiata anche se non sei appassionato di scooter e che subito abbini alla spensieratezza, alle gite della domenica e al divertimento con gli amici. Un Visual Hammer, appunto.

– Le caramelle Polo

visual hammer prodotto 2 caramella polo

“Il buco con la menta intorno” è uno slogan diventato famoso anche grazie alla forma unica della caramella Polo. Francamente non so se esistano altre caramelle con la forma ad anello, ma so che se penso a questa forma mi viene in mente subito (e solo) quella caramella.

– Le città e i loro monumenti

visual hammer prodotto colosseo
visual hammer prodotto tour eiffel

Da tempo mi occupo di marketing turistico e, se consideri i luoghi come prodotti da promuovere, ti renderai conto che ogni luogo famoso è tale anche grazie a qualche monumento che ne è diventato nel tempo il Visual Hammer. Pensa per esempio al Colosseo di Roma, al Duomo di Milano, alla Tour Eiffel di Parigi, alla Statua della Libertà di New York ecc. E che dire di casi speciali, come Venezia, che è fatta di tanti e tali elementi visuali unici da spiegare facilmente perché sia inconfondibile: la Basilica di S. Marco, le gondole, i canali, ecc.

VISUAL HAMMER 4: IL PACKAGING

L’abito fa il monaco? Sì, nel marketing lo fa. Spesso la prima cosa che una persona vede non è il prodotto, ma è la confezione, che, da sola, può essere un forte Visual Hammer, ma, come ho già detto, solo:
1) se è originale e visivamente attraente;
2) se è coerente con l’identità visuale del brand (logo, colori, font, stile ecc.);
3) se riflette l’identità e il carattere del brand.

In questi casi si combatte una battaglia sottile fra il desiderio umano di “non essere diversi” (avete presente la sensazione di essere gli unici in smoking ad una festa in cui tutti sono con i jeans?) e quello visivo di distinguersi dagli altri, senza risultare fuori luogo. Forse può esserci d’aiuto quello che diceva Andre Maurois: “Nessuno può essere profondamente originale senza essere un po’ eccentrico”.

– Le caramelle Quality Street

visual hammer packaging quality street

Su qualsiasi scaffale, la scatola dei Quality Street spiccava immediatamente per i colori vivaci e l’immagine retrò. Quanti si ricordano forme e colori dei singoli dolci? Credo nessuno. Mentre la famosa scatola di latta, ottimo Visual Hammer, la ricordiamo bene tutti (parlo di ricordi perché attualmente il packaging dei Quality Street è molto diverso).

– La stecca di cioccolato Toblerone

La stecca di cioccolato Toblerone è un altro ottimo esempio di confezione (collegata anche alla forma del prodotto) che è diventata un Visual Hammer inconfondibile. Togli pure le scritte, basteranno la forma e il colore per riconoscerla subito.

– La bottiglietta del Campari Soda

visual hammer packaging campari soda

Packaging o forma del prodotto? Nel caso di alcune bibite tendiamo quasi a dimenticare che la bottiglia non è il prodotto, ma solo il contenitore. Come puoi pensare al Campari Soda senza pensare alla forma della sua bottiglia? E, anche nel caso opposto, se vedi solo la bottiglia, non pensi immediatamente al Campari Soda?

VISUAL HAMMER 5: GESTI ED AZIONI

Se le immagini anche da sole sono potenti, la loro forza è moltiplicata quando sono in movimento. I Visual Hammer di cui parliamo ora, infatti, sono i gesti diventati iconici, le azioni che immediatamente (e inesorabilmente…) ci rimandano a prodotti e brand.
Questi Visual Hammer funzionano soprattutto in video, naturalmente, ricordando sempre che:
1) le azioni non devono essere fine a sé stesse, ma devono in qualche modo essere collegate con il prodotto o il brand che pubblicizzano;
2) le azioni acquistano più potere se sono rafforzate da uno slogan che ne ripetono e spiegano il senso.

– Snack Fonzies: se non ti lecchi le dita…

visual hammer azioni fonzies

L’abbinamento perfetto, un’azione che è anche uno slogan: “Se non ti lecchi le dita, godi solo a metà”. Da anni la forza dello snack Fonzies è in questo abbinamento in cui tutti si riconoscono e che allo stesso tempo fa capire quanto questi fiocchi di mais e formaggio siano appetitosi. Ammettilo, ti è mai capitato di pronunciare la stessa frase per qualche altra leccornia? Beh, se l’hai fatto, significa che da qualche parte, nella tua testa, ci sono anche i Fonzies, anche se non li hai mai mangiati.

– Rio mare, si taglia(va) con un grissino

visual hammer azioni rio mare

Nello spot Rio Mare del 2020 c’è solo una breve inquadratura (quella dell’immagine che vi metto qui) a ricordarci che per anni quello è stato il loro vero Visual Hammer: la punta di un grissino che separa le parti del tonno, mentre una voce ci ricordava che è “così tenero che si taglia con un grissino”. Ancora una volta lo slogan e l’azione hanno lavorato assieme per ricordarci la caratteristica principale del tonno Rio Mare, la tenerezza.

– Il salto della staccionata dell’olio Cuore

visual hammer azioni olio cuore
visual hammer azioni olio cuore

Nel 1982 Nino Castelnuovo saltava la staccionata per dimostrare che usando l’olio Cuore riusciva a mantenersi in forma. Un gesto atletico che gli è rimasto addosso per sempre, accanto ai grandi successi come attore. Un gesto così caratteristico da essere ancora usato dalla stessa marca, quasi quarant’anni dopo, negli spot del 2019.

VISUAL HAMMER 6: FONDATORI E PROPRIETARI

Le persone famose, proprio perché tali, attirano sempre l’attenzione. Ci incuriosiscono, provocano la nostra ammirazione o le nostre critiche, ma non ci lasciano mai indifferenti. Hai fondato un’azienda? Allora trova il coraggio di esporti in prima persona e avrai almeno tre grandi vantaggi:
1) le persone amano sapere chi c’è dietro il nome delle aziende, chi le ha fondate o chi ci lavora. La tua trasparenza aumenterà il livello di fiducia che gli altri ti concederanno;
2) le persone tendono a dare all’azienda il carattere e i valori di chi la guida. Per questo i fondatori sono i migliori PR della propria azienda;
3) soprattutto nel campo dei servizi, in cui il prodotto venduto non è tangibile, è importante che i potenziali clienti possano ricollegare l’azienda a qualcosa di concreto e reale, come le persone.
Ecco alcuni esempi molto famosi in cui i fondatori di alcune aziende ne sono diventati anche il principale Visual Hammer.

– Steve Jobs e Mark Zuckerberg

Steve Jobs e Mark Zuckerberg, Apple e Facebook, legami inscindibili. Amati e odiati, ma conosciuti, riconoscibili e subito riconducibili alle aziende che hanno fondato.

– Giovanni Rana, il nonno che tutti vorremmo

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Sinceramente non so se Giovanni Rana sia il primo caso di imprenditore apparso in TV per promuovere i propri prodotti, di certo è il primo che è diventato così famoso e visivamente riconosciuto. L’effetto Visual Hammer è stato ottenuto sicuramente con la forte esposizione mediatica, ma è stato rafforzato anche dall’aspetto del signor Rana, che, per la sua età e con il suo aspetto gioviale incarna perfettamente l’idea di tradizione, di pasti in compagnia e di cibi buoni “come quelli preparati in casa”.

– Brunello Cucinelli e il capitalismo umanistico

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Il caso di Brunello Cucinelli è particolarmente interessante, perché, in un mondo, quello dell’alta moda, solitamente percepito come superficiale, è riuscito a trasmettere l’idea di un’azienda con valori profondi, grazie alla sua attenzione per le persone e al suo ideale di “Capitalismo Umanistico”. Un modo di concepire il lavoro che ha raccontato nella sua biografia “Il Sogno di Solomeo”, pubblicata da Feltrinelli nel 2018. Brunello Cucinelli è sicuramente un bell’esempio di Visual Hammer i cui valori sono automaticamente riflessi nella sua azienda.

VISUAL HAMMER 7: SIMBOLI E METAFORE

Un bicchiere è un bicchiere. Fra la parola e l’oggetto che indica la parola non ci sono dubbi (ok, poi ognuno visualizza un bicchiere diverso, ma questa è un’altra storia).
Ma come la mettiamo con le parole che indicano concetti astratti? Cosa visualizzi se ti parliamo di qualità (tanto per prendere una parola che sopporto sempre meno)?
Abbiamo bisogno delle parole per pensare, ma spesso le parole ci scivolano senza toccare i sensi e le emozioni. Ecco allora che ci vengono in aiuto le metafore, che, se ci pensate bene, anche quando sono espresse a parole, hanno sempre elementi sensoriali che le rendono concrete e stimolanti.
Ed è proprio questo fanno i Visual Hammer che usano simboli e metafore: danno concretezza a concetti che altrimenti richiederebbero lunghi giri di parole per essere spiegati.

– Rolex, orologi da re e da regine

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Se il tuo logo è una corona d’oro, il messaggio è chiaro: i tuoi prodotti sono destinati a persone regali e importanti. Simboli di questo tipo non sono solo dei Visual Hammer potenti perché facili da memorizzare, ma perché trasmettono immediatamente il posizionamento (molto alto, in questo caso) del prodotto.

–  Computer Vaio, il passaggio da analogico a digitale

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Il caso del logo dei computer Sony Vaio è particolarmente curioso: facilmente riconoscibile per la sua forma sinuosa, ha un significato che, forse, pochi sanno: l’onda che forma le lettere V e A indica l’onda audio analogica, mentre le lettere I e O simboleggiano il sistema binario 1/0 alla base dell’informatica. Il risultato è il nome di un prodotto che è sia un logo sia un Visual Hammer subito riconoscibile.

– Logo Amazon, molto più di una freccia

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Fra i loghi che nascondo simboli e significati più o meno espliciti, sicuramente un posto importante è occupato dalla famosa freccia gialla di Amazon. Un Visual Hammer così semplice, eppure così ricco, dato che:
1) la freccia unisce le lettere A e Z, per indicare che su Amazon trovi tutti i prodotti, dalla A alla Z;
2) la forma della freccia suggerisce l’idea di un sorriso, quello dei clienti soddisfatti;
3) la freccia indica movimento e direzione, quelli dei prodotti che viaggiano per essere consegnati.

VISUAL HAMMER 8: TESTIMONIAL E CELEBRITÀ

Nella battaglia per avere l’attenzione del pubblico, i testimonial possono essere un Visual Hammer che funziona molto bene, dato che tendiamo tutti a dare più attenzione a ciò che conosciamo già bene (sia che si tratti di persone, di cose o di concetti), soprattutto se ci piacciono o riflettono il nostro modo di sentire.
Se l’abbinamento fra prodotto e testimonial funziona, la sua ripetitività lo renderà indelebile nella nostra mente. Un esempio: se ti dico George Clooney, quale caffè ti viene in mente?

Quando scegliamo un testimonial, però, dobbiamo fare molta attenzione, perché:
1) solitamente i personaggi famosi sono anche costosi, quindi valuta bene il rapporto fra la spesa che puoi permetterti e il risultato che vuoi ottenere. Valuta diverse possibilità, compresa quella di coinvolgere qualche influencer della tua nicchia di mercato: potrebbe costare molto meno ed essere più efficace;
2) può succedere che il testimonial non sia molto credibile (vedi sotto il caso di Kevin Costner) rovinando tutto il tuo lavoro. Assicurati quindi che la persona scelta, oltre ad essere famosa, sia in qualche modo collegata con il tuo prodotto/servizio, ne rifletta i valori e possa dimostrarne la qualità;
3) il carisma di un personaggio è legato anche al suo contesto e, fuori da quello, lo stesso personaggio rischia di diventare debole. L’atleta, che ci sembra così potente nel campo da gioco, diventa impacciato quando apre bocca, l’affabile scrittore, così elegante quando parla di cultura, sembra un pesce fuor d’acqua se gli metti le scarpe da ginnastica e lo fai correre. Fai quindi attenzione a chi scegli, per evitare che, tirandolo fuori dal suo contesto, perda il suo carisma;
4) quante volte ti ricordi il testimonial e non ti ricordi la marca? Anche questo è un rischio notevole: che la forza del testimonial, quella per cui l’abbiamo scelto, sia tale da oscurare del tutto la marca nella testa del pubblico.
Vediamo ora qualche caso interessante.

– Gerry Scotti e il riso omonimo

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Gerry Scotti che pubblicizza il riso Scotti, giocando sullo stesso cognome della marca e dicendo che quello è il suo riso, è una delle soluzioni più indovinate della pubblicità:
1) la ripetizione del cognome facilita la memorizzazione;
2) l’aspetto bonario e familiare del conduttore si sposa bene con il carattere del prodotto pubblicizzato;
3) il fatto che, in alcuni spot, arrivi una finta telefonata del titolare, il SIGNOR SCOTTI, fa entrare in modo originale nel video anche il fondatore dell’azienda;
Cosa ne pensi? Non credi anche tu che Gerry Scotti sia un ottimo esempio di testimonial diventato anche Visual Hammer?

– Alessandro del Piero e l’uccellino dell’acqua Uliveto

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La domanda è d’obbligo: se parliamo di acqua Uliveto, è più famoso Del Piero o l’uccellino con cui Del Piero parla? Difficile dirlo, ma è certo che l’uso di un famoso calciatore, come Visual Hammer, è stata una scelta azzeccata, visto che gli atleti sono sempre collegati anche con l’idea di salute e di fisico in forma. In tutto questo, la presenza dell’uccellino dà quel tocco di umorismo che evita che lo spot si trasformi in un banale elenco delle proprietà benefiche del prodotto.

– Kevin Kostner, un Visual Hammer debole

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Ecco invece una scelta non proprio indovinata.
Durante alcuni corsi ho fatto due domande ai partecipanti: a quale prodotto collegassero Kevin Kostner e, a quelli che si ricordavano del tonno Rio Mare, che opinione avessero di quello spot.
Alla prima domanda pochissimi hanno risposto citando il tonno (diciamo circa un 7-8%), alla seconda quasi tutti hanno espresso un’opinione negativa.
Perché è successo questo? Perché la storia raccontata nello spot è poco credibile, perché l’attore non era adatto, perché è stata fatta vedere solo poche volte o per altri motivi? FOrse per tutti i motivi assieme, ma quello che ci interessa notare adesso è che Kevin Kostner non è mai diventato il Visual Hammer di quel tonno.

VISUAL HAMMER 9: GLI ANIMALI

Poteremmo considerare gli animali come una sottocategoria dei simboli e delle metafore, dato che la loro efficacia come Visual Hammer è collegata proprio alle similitudini, cioè al fatto che attribuiamo spesso agli animali delle caratteristiche umane: il coraggio del leone, l’avidità degli “squali”, la fedeltà dei cani o l’indipendenza dei gatti sono tutti esempio di come colleghiamo i comportamenti degli uomini a quelli degli animali.
Volete usare un animale come Visual Hammer? Trovare una caratteristica che appartenga sia al vostro prodotto/servizio che ad un animale e il gioco è (quasi) fatto.

Ecco qualche esempio pratico.

– Cavalli o Giaguari? Una scelta di carattere

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Cosa vi rappresenta di più? Il senso di libertà dei cavalli oppure la forza impetuosa del giaguaro? Stesso prodotto, le auto sportive, e stessa categoria di Visual Hammer, gli animali, ma due caratteri completamente diversi, tanto per ribadire quanto sia importante partire dall’identità della marca e da quella ricavare gli elementi base della comunicazione, compreso il Visual Hammer.

– Milka e la mucca viola, unica per definizione.

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La mucca viola di Milka è un caso davvero significativo, perché non è solo memorabile come ogni ottimo Visual Hammer, ma riesce anche ad abbinare un animale comune (in questo caso perfettamente abbinato al prodotto) con un colore assolutamente innaturale che lo fa risaltare attirando la nostra attenzione.
La mucca di Milka è nata ufficialmente nel 1972 e diversi anni dopo, nel 2004, l’imprenditore Seth Godin userà una metafora uguale nel suo best seller: “La mucca viola: Farsi notare (e fare fortuna) in un mondo tutto marrone”. Non sappiamo se Seth Godin si sia ispirato alla mucca viola di Milka, ma sappiamo di certo che entrambe le mucche viola stanno godendo ancora di ottima salute.

– L’energia dei conigli per Nesquik e Duracell

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Con questo esempio vediamo come lo stesso animale, in questo caso il coniglio, possa diventare la mascotte di prodotti molto diversi fra loro, se questi vogliono esaltare una caratteristica che è comune ad entrambi: in questo caso l’energia. L’energia necessaria a svegliarsi al mattino, per Nesquik e l’energia che dura tanto tempo per le pile Duracell. Potremmo in questo caso citare anche il coniglio di Playboy, ma questa è tutta un’altra storia…

VISUAL HAMMER 10: LA TRADIZIONE

Ci sono prodotti che hanno nella tradizione il loro punto di forza. Pensate a tutto il mondo del cibo: gran parte dei nomi (avete presente “Nonno Nanni”?) e dei riferimenti (orti, vecchie cascine e uomini con il cappello di paglia) rimanda al passato, ammantandolo di valori come l’autenticità e la genuinità.
Da tutto questo mondo è facile ricavare dei Visual Hammer forti, soprattutto per chi da anni mantiene gli stessi elementi visuali, come il famoso Baffo della Moretti che – lo sapevi? – risale 1942.
Vediamo qualche altro esempio.

– Cornetto Algida, 60 anni di storia in uno spot

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Il Cornetto Algida è un Visual Hammer in sé. Ma la sua forza è legata anche alla sua storia e lo dimostra l’azienda stessa che nel 2019 ha diffuso un video promozionale in cui ripercorre in pochi secondi 60 anni di storia, attraverso lo sguardo di due ragazzi che si guardano innamorati (potremmo inserire questo sguardo fra i gesti che sono diventati Visual Hammer?). Potete vedere il video qui: https://www.youtube.com/watch?v=GK-VAQ9lJTo

– La Settimana Enigmistica, sempre uguale dal gennaio 1932

La tradizione come Visual Hammer è rappresentata perfettamente dalla Settimana Enigmistica.
Pochi colori, il grande cruciverba a centro pagina con la foto in bianco e nero di un personaggio famoso, alcuni slogan che si ripetono da decenni: “Per conservare la memoria occorre esercitarla..:”, “È il passatempo più sano ed economico”, “La rivista che vanta innumerevoli tentativi di imitazione”. Dal 23 gennaio 1932 la sua copertina non è praticamente mai cambiata. Più tradizione di così…

– La signora del Brodo Star ci accompagna dal 1952

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Se vuoi misurare la forza di un Visual Hammer, isolalo dal nome e dalla foto del prodotto per capire se lo riconosci ugualmente. Fallo ad esempio con la signora del brodo Star: collana di perle, pettinatura perfetta e sorriso smagliante mentre avvicina il brodo alla bocca. Togli il nome della marca e la riconoscerai ugualmente. Ed è così dal 1952, quando fu disegnata dal grafico Gino Pesavento, raccogliendo i valori più tradizionali (famiglia, cucina ecc.) in uno dei Visual Hammer più noti e longevi.

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3) Questo articolo è tratto dal materiale didattico che uso per la consulenza e nei miei corsi di formazione.
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